| - bisogna paaaaaartecipaaaaaaaareeeee. e vicienzo m'è patre a meeeeeeee |
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copio e incollo solo un estratto. per l'articolo integrale si può andare qui:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/laureati-fuga/laureati-fuga.html
Il fatto è che in Italia c'è un "tappo". Roger Abravanel, l'autore di un libro-cult "Meritocrazia", lo spiega così: "Qui da noi il blocco è nella leadership, sia in politica che nelle imprese. La nostra è una società immobile, che non riconosce il merito: si premia la struttura padronale, familiare, che basta a se stessa e che non si mette in competizione. E i giovani bravi o si affidano alle raccomandazioni o se ne vanno". L'analisi di Abravanel, che è già stato chiamato a fare 300 conferenze in giro per l'Italia (segno di una diffusa sensibilità all'argomento), è impietosa: "La meritocrazia in Italia non esiste, la selezione avviene solo sulla base del nome che porti o della famiglia a cui appartieni, mentre all'estero, ad esempio nei Paesi emergenti come la Cina, la scuola ha come obiettivo quello di azzerare i privilegi di nascita. Noi siamo vecchi, conservatori. E, se non vuoi crescere, non ti servono i giovani e nemmeno i talenti".
Che il problema non sia solo dei giovani, ma del Paese, è anche opinione del rettore Tabellini. "Viviamo in un mondo globale, e non è negativo che i nostri ragazzi trovino lavoro all'estero - osserva - è preoccupante, però, che non ci siano stranieri che vengono a trovare lavoro nel nostro Paese". Cammelli aggiunge un dato: "L'anno scorso abbiamo ceduto alle aziende, italiane e straniere, 450mila curricula di laureati. Quest'anno abbiamo avuto il 27% in meno di richieste, anche per lauree come ingegneria e informatica. Se le aziende fanno fatica, rischiano di dover ridurre per primi gli investimenti sul capitale umano e questo vuol dire ipotecare il futuro: una volta usciti dalla crisi, ci ritroveremo all'ultimo posto". L'Italia all'ultimo posto e i nostri ragazzi in giro per il mondo a far vedere quanto sono bravi. (1 dicembre 2009)  |
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