- RE: RE: nota
Inserito Da: giuliano la prostata Inserito il: 11.06.10, 29/01/2010
agli amanti della storia (recente) segnalo il seguente articolo, preso dall'archivio storico del corriere della sera (noto giornale eversivo...).

cosi' eravamo nel 1992; come siamo oggi? secondo me non molto meglio. conosco personalmente tanti famelici scodinzolanti intorno al desco dei volgari signorotti di pruvingia, speranzosi di raccogliere le briciole che cadono mentre costoro si ingozzano con quanto sottratto alla gente onesta.

cundinuiamo cosi'. inziemamende e appasionatamende

http://archiviostorico.corriere.it/1992/febbraio/29/Irpinia_come_educo_elettore_figlio_co_0_92022913208.shtml

l' incognita Sud. inchiesta 3a puntata. viaggio in uno dei feudi della DC campana rappresentata da Gava, Cirino Pomicino, Scotti e De Mita
Irpinia, come ti educo l' elettore figlio
il consenso si conquista promettendo moltissimo e mantenendo sempre ma con il contagocce. elezioni

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ L' INCOGNITA SUD 3 . Viaggio in uno dei feudi della Dc campana rappresentata da Gava, Cirino Pomicino, Scotti e De Mita TITOLO: Irpinia, come ti educo l' elettore.figlio Il consenso si conquista promettendo moltissimo e mantenendo sempre ma con il contagocce - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - DAL NOSTRO INVIATO NUSCO (Avellino) . "Hai sbagliato! Tuo figlio non ti obbedisce perche' ha le tasche piene di soldi". Il manifesto compare tra gli annunci di comizi che riempiono i muri dell' Irpinia. Ad affiggerlo non e' un candidato al Parlamento, ma un predicatore nomade che conduce una sua crociata sul ruolo del padre. Solo che stavolta, in piena campagna elettorale, lo slogan in difesa della famiglia si rivela anche una involontaria sintesi della filosofia sulla quale si incardina, intramontabile, la pratica del clientelismo. Ed e' curioso notare questo proprio nella "regione mercato" del cosiddetto voto di scambio, quello in libera vendita. Infatti, che cosa propone il predicatore perche' il capofamiglia ritrovi l' autorita' ? Semplice: che stringa i cordoni della borsa e faccia sospirare la mancia ai figli; il bastone del comando gli tornera' subito in mano. Dare e non dare. Promettere, sempre. Appunto il meccanismo su cui si fonda la raccolta del consenso di certi grandi papaveri della politica. I quali, attraverso le loro segreterie locali, fanno buona mietitura a ogni chiamata alle urne assicurando posti di lavoro, sussidi, case, appalti, licenze... e mantenendo poi tali impegni ma a poco a poco, col contagocce. Insomma, tengono alto il livello dei bisogni e ne creano magari di nuovi, con il risultato di rafforzare l' obbedienza degli elettori.figli e di assicurarsi continue adozioni. Dei saggi, loro si' , padri di famiglia all' antica. Anzi, cosi' all' antica da apparire medioevali. "Sono i nuovi feudatari del Sud, e dominano incontrastati in un silenzio.assenso quasi ecumenico. Intendiamoci: feudatari del Duemila, e dunque all' apparenza illuminati e aperti, ma in realta' perfettamente identici a quelli di cui raccontano i manuali di storia". Parola di uno che li analizza con la passione dello studioso, che li osserva dalle barricate di un' opposizione "stremata e polverizzata", e che ne conosce benissimo almeno uno dei piu' forti esponenti, dato che e' suo parente. Giovanni Marino, quarantaduenne sociologo, segretario del Pds di Nusco e cugino di primo grado di Ciriaco De Mita, ha il tono del perdente che ormai puo' solo esorcizzare la propria sconfitta scrivendoci sopra dei libri . cosa che da qualche tempo fa . mentre discute su vita e opere della Dc campana. Ovvero: la piu' potente d' Italia poiche' vi regnano Gava, Pomicino, Scotti e De Mita. Ovvero ancora: la prova che cento anime politiche (da quella piu' innovativa a quella piu' di conservazione, assorbite nel medesimo "corpo" come in un partito messicano), se sperimentano un identico modello di gestione del potere riescono a garantirsi una crescita che si moltiplica quasi all' infinito. Il che significa, per le prossime elezioni, la ragionevole speranza di rastrellare dal Garigliano in giu' molti dei consensi che le Leghe ruberanno a Nord. E, da queste parti, la certezza di volare oltre il 50%. Eternita' del potere dc. "Qui funziona un' unica grande industria: quella delle clientele", diceva qualche anno fa Giuseppe De Mita, ribattezzato il "nipote terribile" all' epoca in cui contestava lo zio in municipio dai banchi della Dc andreottiana. Oggi, pero' , "anche la clientela si e' modernizzata, si e' inventata un volto umano, meno becero", puntualizza l' altro parente, Giovanni Marino. "Vale a dire che, mentre in passato la pregiudiziale ideologico.familistica era decisiva nella elargizione di lavoro, casa e tutto il resto, adesso si usa un' altra tattica". Il proconsole locale dice: "Io ti faccio lavorare anche se non sei dei nostri, poi, tanto, sarai tu a venire da noi per cio' di cui avrai bisogno. Ineluttabilmente. Questo gli e' possibile per via della gestione privata che fa delle risorse pubbliche. Ed e' la dimostrazione che, a dispetto del pensiero politico illuminato e perfino ardito nel suo progressismo che uno come mio cugino mostra a Roma, qui in paese egli pensa ancora "in dialetto" e attraverso i suoi uomini si muove e comporta secondo la piu' classica logica meridionale. Viene in mente l' immagine dell' albero che cresce e si espone alla luce con sempre nuovi rami e foglie e appare dunque assai bello; ora pero' , per capire di che legno e' fatto e quale humus scorra dentro quel tronco, occorre sapere in che tipo di ombra pescano le sue radici". L' ombra, va da se' , sarebbe quella di vie e viuzze di Nusco, capitale del potere demitiano, 914 metri sul mare, cinquemila persone che tifano per l' ex segretario dc e cantano le lodi della sua ideologia, di cui dopo il terremoto hanno visto i frutti molto, molto concreti. Cioe' : una incredibile zona industriale appollaiata in montagna, dove si sono insediate una decina di aziende superagevolate dallo Stato (ogni posto di lavoro e' costato circa trecento milioni), una ricostruzione che qui, diversamente da altri paesi ancora pieni di baraccati, e' proceduta rapidissima, col 90% dell' edilizia privata ormai risanata; una nuova e rapida ricchezza che si e' diffusa nell' intera provincia tanto da collocarla tra le prime quindici italiane per la quantita' dei depositi bancari (battendo Torino e Roma) e da far impennare le piu' impensabili statistiche del lusso (e' ad esempio decuplicato il numero dei cabinati e delle barche vendute). Su tutto, un narcisismo di massa cosi' esplicito da rasentare l' arroganza, nato ai tempi in cui il gran Ciriaco era al culmine del potere ed era pertanto riuscito a cooptare alle piu' alte cariche dello Stato parecchi suoi conterranei. Eccone un sommario elenco, a riprova della tesi sul familismo: il numero due della Dc, il capo della Rai Tv, il capo dei senatori dc, il vicepresidente della Camera, un ministro.tecnico, un senatore gia' ministro per il Mezzogiorno, un altro senatore membro della direzione scudocrociata, il direttore dell' "Osservatore Romano", il capo dell' ufficio speciale per la gestione del dopo terremoto. "Gli irpini rappresentano il 70% dell' intelligenza nazionale", ammoniva in quei giorni di onnipotenza De Mita, caricando psicologicamente il proprio elettorato. Dunque Nusco poteva ben dirsi caput mundi. E quindi si potevano ben comprendere le mielose omelie domenicali di don Renato De Paulis ("Che il Signore lo benedica e lo protegga per sempre") e le sconcertanti ricerche genealogiche svolte da un erudito del borgo, Gennaro Passaro, per scoprire tra gli antenati di Ciriaco perfino un Beato della Chiesa. Poi e' venuta la famosa, raggelante battuta di Craxi ("De Mita dovrebbe sapere che, per durare al Governo, deve servire il caffelatte a letto, tutti i giorni, ai socialisti"), preludio alla rinuncia alla segreteria di piazza del Gesu' , alla cacciata da Palazzo Chigi e, insomma, alla perdita del potere a Roma. Per recuperare quel potere, oggi si batte qui in una campagna elettorale a tappeto. "Si' , gira paese per paese, casa per casa, e' presente a convegni, dibattiti, contraddittori", conferma Agostino Maiurano, sindaco ovviamente demitiano. "Non ne avrebbe bisogno, dati l' affetto e la gratitudine che lo circondano e che faranno sfondare a lui il tetto delle 150 mila preferenze e alla Dc la soglia del 50%. Gli scandali che gli, e ci, hanno appioppato erano inventati. Noi di Nusco lo sappiamo". Allude all' Irpiniagate, Maiurano, e alle polemiche sui 50 mila miliardi evaporati con scarso costrutto dopo il sisma dell' 80. E allude, quando parla di gratitudine, agli altri 4.300 miliardi stanziati in extremis dal governo Andreotti prima di defungere. Una mossa provvidenziale, in vista delle elezioni. "Siamo vittime di una propaganda che e' stata sempre piu' forte di noi", si lamenta l' onorevole Giuseppe Gargani, vassallo nei dominii di Morra De Sanctis. E insiste nel ricordare che di quel fiume di denaro, la gran parte fu dirottata su Napoli e dintorni, ma non aggiunge che tra i dirottatori c' erano i dc Gava e Pomicino. Se chiedi pure a lui una previsione elettorale, azzarda subito cifre che fanno pensare a un consenso balcanico, romeno, da Paesi dove e' al potere un partito unico. Guai pero' a esternargli un simile paragone. Perche' ti risponde: "Il consenso e' una cosa seria. Quando e' cosi' solido, vuol dire che ha anche un' anima". Gia' , come accadeva nelle vecchie famiglie, dove il rispetto per il padre era la colla che teneva tutti uniti. La colla, o appunto l' anima. Marzio Breda

Breda Marzio


Pagina 5
(29 febbraio 1992) - Corriere della Sera

- RE: nota
Inserito Da: sdrummelo Inserito il: 9.45.37, 29/01/2010
ah, ovviamente per questo ce l'hanno con De Mita e con l'Irpinia (se trascuriamo poi i "fattori calcistici" della sottocultura italiana - ma anche globale, almeno su questo argomento ;-) )
- nota
Inserito Da: sdrummelo Inserito il: 9.43.05, 29/01/2010
a proposito: di recente mi è capitato di discutere - fugacemente - di De Mita con un salernitano. E' venuto fuori che grazie ai soldi dirottati negli anni verso l'Irpinia (e in particolare verso alcune fortunate tasche ^^ ) da De Mita, le altre province, che pure lo avevano sostenuto sperando di attingere al rubinetto, sono rimaste deluse dall'aver ricevuto poco più che briciole alla loro richiesta di elemosina.

Almeno questo era il succo del discorso.. le interpretazioni possono essere varie e complesse... :-P

 RE: RE: RE: le cliendele
Inserito Da: giuliano la prostata Inserito il: 8.21.30, 29/01/2010
grazie Peppe ma ad ogni modo.... quale interpretazione?
ho riportato semplicemente una notizia apparsa sul sito del comune qualche tempo prima che il pd scaricasse de mita. l'annunciazione pubblica a lettere cubitali diceva piu' o meno: "quoalo pd? frigento ne discute con de mita" che poi mi pare che il de mita in questione fosse nientepoppo' di meno che il figlio origggginale di ciriaco, proprio il figlio famoso nelle cronache nazionali per l'arroganza e il ridicolo di cui copre costantemente le nostre terre; se un po' ovunque in italia considerano gli irpini arretrati, mbrugliuncielli e incapaci di parlare in italiano lo dobbiamo anche ai tanti de mita.

io mi sono limitato a rileggere con la dizzzzione media di un nostro pulitico medio l'annuncio e a condirlo con un po' di abbellimenti che il politico medio di cui sopra potrebbe usare con un interlocutore, tutto qua.

non parlo nemmeno della fazzzione pulitica avversa a quella che aveva invitato de mita; l'onorevole del nostro paesello, del pdl, si vanda pubblicamende di endrature che farebbero vergognare molta gente e infita nel nostro paesino pregiudicati di ogni genere. quando vogliamo deciderci a trasformare frigento in un bel covo per latitanti? possibile che non si sia ancora pensato a questo bellissimo business? del resto le condizioni ci sono tutte...

- RE: RE: le cliendele
Inserito Da: peppe Inserito il: 12.32.03, 26/01/2010
Troppo bella questa interpretazione..complimenti Giuliano..ahahahahah
- RE: le cliendele
Inserito Da: giuliano la prostata Inserito il: 18.45.15, 09/01/2010
è un discorso troppo puerile, capisco. qua ngi vuole uno bello discorso pulitico come si deve.

vogliamo parlare dell'ultimo inGonDro con il nipote del portiere dello stabile in cui risiede il compare del compagno di banco di de mita (il compagno origgginale, eh, cosa credete? lo canosce proprio buono, si nge puorti no poco re voti a l'elezzioni pruvingiali te pote fa piglià puro no posto a caenatoto e na penziona a suogreto)? o organizzare un bella tavola rotonTa sul tema "qualo futuro pulitico per l'irpinia"?

 le cliendele
Inserito Da: giuliano la prostata Inserito il: 11.26.21, 04/01/2010
la mia infanzia al paese è dominata da ricordi di bar stracolmi, di gente sfaccendata che porta in giro ventri prominenti, di indellettuali locali che cercano di distinguersi parlando in italiano invece che nel più naturale dialetto con una dizione mostruosa (le rotazioni consonantiche nt-nd e nch-ngh sono martellanti) e una grammatica spesso approssimativa. pochissime volte ho visto impegno, serietà, senso civile; l'eccellenza è stata sempre scacciata dalla squallida mediocrità.
l'articolo del corriere della sera dà una spiegazione abbastanza palese della sensazione di impotenza e sconforto, della depressione strisciante che assale molte delle persone che per natura, educazione familiare, caso, possibilità di confronto culturale, riescono a sviluppare un senso etico-civile in realtà mortificanti e a mantenerlo vivo (spesso moribondo, a dire il vero).

qua ngi vorrebbe propriamende una bella poesia a esprimere il mio pensiero ma onestamente il mio senso poetico lascia molto a desiderare :)


http://www.corriere.it/editoriali/10_gennaio_04/salvati_35685a10-f8f6-11de-9441-00144f02aabe.shtml

quando il politico promette troppo
Il federalismo delle clientele
Mettiamoci nei panni di un politico. Il suo obiettivo non cambia a seconda dei luoghi in cui opera: farsi eleggere o rieleggere. Ma cambiano i modi in cui può essere raggiunto. Là dove l’economia privata e la società civile non producono posti di lavoro e occasioni di reddito in quantità sufficiente, come in molte regioni meridionali, la domanda degli elettori si riversa sul settore pubblico e sono premiati i politici che tali «posti» e occasioni creano, o danno l’impressione di creare. Anche posti improduttivi — puri stipendi — e anche occasioni finte: in questo ha ragione il ministro Roberto Maroni («Il Sud chieda lavoro», Corriere del 2 gennaio), come mostra l’articolo di Sergio Rizzo di ieri («Ma in Campania la Finanziaria è "creativa"»). Le cose stanno diversamente quando i posti e le occasioni li creano l’economia privata e la società civile: qui gli elettori staranno un po’ più attenti alla qualità dei servizi erogati dal settore pubblico, nazionale e locale (non abbastanza, purtroppo, perché anche nel Nord essi sono spesso distratti da richiami ideologici che coll’efficienza amministrativa poco hanno a che fare).

Queste cose si sanno da tempo. Il problema che non si riesce a risolvere è come bloccare la risposta impropria dei politici alla domanda impropria degli elettori. Se si riuscisse a bloccarla, se si riuscisse a costringere i politici a far bene e soltanto il loro mestiere di amministratori, a fornire servizi nazionali e locali almeno con la stessa efficienza del Nord — che poi non è molta — a poco a poco gli elettori si convincerebbero che non ci sono finti posti, finte pensioni, finte indennità da ottenere. Insieme con una repressione severa della criminalità e dell’illegalità, l’eliminazione della risposta impropria dei politici è una pre-condizione necessaria a qualsiasi strategia di sviluppo si voglia tentare nel Mezzogiorno.

Già, ma come fare? Come spezzare il circolo vizioso tra domanda sociale e offerta politica improprie? L’ultima speranza forse risiede in una versione severa del nostro regionalismo e in forti meccanismi di controllo sulla qualità della spesa pubblica e sull’efficienza amministrativa, con sanzioni effettive e assenza di «salvataggi» per le amministrazioni che sgarrano. Il regionalismo del Titolo V della Costituzione è venuto per restare e il suo principio di fondo è quello sturziano, l’autonomia. Ma autonomia vuol dire responsabilità: sei libero, sei autonomo, ma poi sei valutato. Se la valutazione degli elettori è insufficiente, occorrono meccanismi di controllo più potenti di quelli che operano ora. Se mai faremo le riforme costituzionali di cui tanto si chiacchiera, perché non dare a questi meccanismi un forte rilievo costituzionale e collegarli strettamente all’attività della Camera (o Senato) delle autonomie?

Michele Salvati
04 gennaio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA